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Storia

 

Storia
Istituito a Città del Messico nel 1953 (dodici anni prima che venisse sottoscritto l'Accordo Culturale Italia-Messico, 8 ottobre 1965), l' "Istituto Italiano di Cultura" fu dapprima situato in un appartamento della Calle Varsovia poi, all'inizio degli anni '60, si trasferì in un edificio della Calle Liverpool.

Negli anni '70, fu presa la decisione di acquistare una sede sia per l'Ambasciata che per l'Istituto di Cultura. Per quest'ultimo, la scelta cadde sull'antico edificio di Coyoacán, tuttora sede dell'Istituto. Il quartiere coloniale di Coyoacán (in lingua náhuatl, "luogo di coyotes") rappresenta il più antico insediamento urbano della Valle dell'Anáhuac su cui sorse Città del Messico. Fu precisamente in tale quartiere che Hernán Cortés stabilì la sua residenza, una volta completata la conquista della capitale dell'Impero Azteca: la Delegación de Coyoacán ha tuttora i propri uffici in un edificio conosciuto come Palacio de Cortés nel centro storico del quartiere, non lontano dall'attuale Istituto di Cultura.

L'Istituto fu eretto nella seconda metà del '700 per ospitare un convento di monache. Probabilmente all'inizio di questo secolo, il predio originale dell'edificio fu diviso in due parti: ognuna di esse consta di circa 3.000 metri quadrati. La metà sinistra, con il numero cívico 85, continuò a ospitare una comunità di religiose (Missionarie francescane), conservando la parte della costruzione destinata a cappella.

La parte destra del predio, con il n. 77, subì successive modifiche con il cambiamento di proprietario: venduta prima al Governo della Polonia, fu Residenza dell'Ambasciatore polacco, poi - verso gli anni '40 - divenne Residenza dell'Ambasciatore del Belgio, che vi apportò sicuramente molti cambiamenti (è certa l'aggiunta in quell'epoca, tra l'altro, di una "torretta" quadrata sullo scalone di accesso al primo piano).

Nel 1975, il Governo belga decise di vendere la proprietà, che fu acquistata dal Governo italiano per stabilirvi la sede del suo Istituto di Cultura. Giocarono a favore di tale scelta numerosi fattori, tra cui fondamentali la vicinanza della U.N.A.M. e della Città Universitaria, e la possibilità di impartire in Istituto corsi di lingua italiana, fino ad allora impensabili per mancanza di spazio.

Nel marzo 2001 si è ottenuto finalmente il collaudo dell'Istituto dopo 21 mesi di lavori per ristrutturazione. Il portico del chiostro è utilizzato per mostre mentre nell'auditorio (90 posti) - l'ex refettorio del convento - hanno luogo piccoli concerti, conferenze, conferenze stampa, presentazioni di libri, ecc.

Il grande giardino posteriore (con un'estensione di più di 1.000 metri quadrati) si utilizza saltuariamente per ricevimenti e per spettacoli teatrali all'aperto. L'ex sala ricevimenti ospita una parte della vasta Biblioteca dell'"Istituto" (circa 22.000 volumi) e la sala di lettura.

Al pianterreno vi sono l'ufficio borse di studio e la biblioteca-sala di lettura, mentre il piano superiore ospita, oltre all'Ufficio Amministrativo, la Direzione, l'ufficio di promozione culturale ed organizzazione eventi e l'ufficio di Direzione didattica. Le aule dei corsi invece, sono situate nel giardino, in un ambiente silenzioso e rilassante.

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