{"id":66,"date":"2023-03-07T14:39:30","date_gmt":"2023-03-07T13:39:30","guid":{"rendered":"https:\/\/iicmessico.esteri.it\/?page_id=66"},"modified":"2023-09-01T18:21:48","modified_gmt":"2023-09-01T16:21:48","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iicmessico.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Istituto Italiano di Cultura a Citt\u00e0 del Messico venne istituito nel 1953 (tredici anni prima che venisse sottoscritto l\u2019Accordo Culturale Italia-Messico, ratificato con il D.P.R. n. 1364 del 23.08.1966). Sua prima sede fu un appartamento della calle Varsovia # 22 bis, nella Zona Rosa, quindi all\u2019inizio degli anni \u201960 trasloc\u00f2 in un edificio della vicina calle Liverpool, al numero 88, in un edificio preso per intero in affitto dal Consolato (al pian terreno era l\u2019Ufficio Consolare, al primo piano la Cancelleria Consolare, al secondo l\u2019Ufficio Commerciale dell\u2019Ambasciata e al terzo piano l\u2019Istituto), dove oper\u00f2 per circa vent\u2019anni. Fu all\u2019inizio degli anni \u201970 che si decise di acquistare una sede per l\u2019Istituto e la scelta cadde su un prestigioso stabile d\u2019impianto coloniale situato al numero 77 di Avenida Francisco Sosa a Coyoac\u00e1n che in precedenza era stato residenza dell\u2019Ambasciatore polacco e che a partire dal 1955 l fu acquistato dal Regno del Belgio per farne la residenza del proprio Ambasciatore.<\/p>\n<p>Con atto di compravendita stilato fra Italia e Belgio il 9 giugno 1976, la propriet\u00e0 venne acquistata dalla Repubblica Italiana per farne la sede dell\u2019Istituto Italiano di Cultura.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Istituto ha sede nel cuore di Coyoac\u00e1n, su Avenida Francisco Sosa, considerata una delle strade pi\u00f9 antiche del Messico il cui tracciato risale al secolo XVI ed il cui nome nel tempo \u00e8 stato Camino Real, Real de Santa Catarina, Calzada de Ju\u00e1rez, fino ad assumere l\u2019attuale Francisco Sosa, famoso scrittore, prefetto e storico, che visse a pochi passi dall\u2019IIC, al numero 38.<\/p>\n<p>Sulla stessa strada, affacciano la \u201cCasa del Sol\u201d ove Venustiano Carranza scrisse parte della costituzione del 1917, la Casa de Alvarado, dove visse i sui ultimi anni Octavio Paz, il Museo de la Aquarela con opere di Saturnino Herr\u00e1n, F\u00e9lix Parra y Leandro Izaguirre, la Casa de Cultura Jesus Reyes Heroles, ed infine, tra le varie dimore storiche, la casa di Diego Ordaz, capitano spagnolo che accompagn\u00f2 Hernan Cortez.<\/p>\n<p>L\u2019edificio, d\u2019impianto coloniale, edificato con ogni probabilit\u00e0 intorno alla seconda met\u00e0 del XVIII secolo per ospitare un convento di religiose, faceva parte in origine di un complesso pi\u00f9 esteso, di circa 6.000 mq, che venne suddiviso in due parti. Adiacente all\u2019Istituto al n. 85, sorge ancora l\u2019originaria cappella del complesso conventuale, oggi abitato dalle Misioneras Eucaristicas Franciscanas, il cui patio, d\u2019impianto claustrale (con pilastri quadrangolari e archi a tutto sesto) con la restante met\u00e0 del lotto (ca. 3.000mq) venne ceduto a privati n un momento ancora imprecisato.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvicendarsi dei proprietari, numerosi dovettero essere i rifacimenti (certa \u00e8 l\u2019edificazione di una torretta quadrata al di sopra dello scalone di accesso al primo piano durante il periodo di residenza dell\u2019Ambasciatore del Belgio) e oggi l\u2019edificio si presenta piuttosto eclettico, mescolando elementi di epoche e stili diversi.<\/p>\n<p>\u00c9 verosimile che il lotto fosse appartenuto in origine a Mar\u00eda de la Concepci\u00f3n Loreto Cabrera de Armidas (San Luis Potos\u00ed, 8 dic. 1862 \u2013 Citt\u00e0 del Messico, 3 mar. 1937), beatificata nel 2019, che nel corso della sua vita fond\u00f2 cinque istituti religiosi (tra i quali le Misoneras Eucaristicas Franciscanas), vicine dell\u2019IIC<\/p>\n<p>La facciata dell\u2019Istituto, costituita da un unico corpo di un solo piano fronte strada, originariamente di color crema (come la gran parte delle case dei pueblos), ritinteggiata quindi in ocra, \u00e8 oggi di color rosso mattone. Presenta caratteristiche riconducibili all\u2019architettura del sec. XVIII: a contraddistinguerla sono infatti le caratteristiche \u201cajaracas\u201d di stampo mudejar, che ritroviamo sulle facciate di altre case su Francisco Sosa, come la Casa de Diego de Ordaz e la Casa de Alvarado. La facciata, fortemente rimaneggiata nel corso degli ultimi decenni, presenta oggi un\u2019entrata principale e tre finestre, con cornici in pietra vulcanica: la finestra centrale, sagomata da una cornice in pietra lavica, costituiva in origine l\u2019accesso pedonale all\u2019edificio, mentre l\u2019attuale entrata era il passo carraio riservato alle carrozze.<\/p>\n<p>La facciata \u00e8 sovrastata da una balaustra ritmata da pilastrini classici intonacati e tinteggiati di bianco intervallati dalle \u201calmenas\u201d, tipiche dell\u2019architettura civile e religiosa ispanica, probabilmente originali.<\/p>\n<p>L\u2019interno, che ha sofferto diversi rimaneggiamenti e restauri (l\u2019ultimo risalente al 2001) che ne hanno alterato il carattere originario, ormai di ardua lettura, mantiene ancora in parte la personalit\u00e0 di una casa messicana d\u2019impianto coloniale. Il cuore dell\u2019edificio \u00e8 un patio circondato su tre lati da pilastri a sezione quadrata ritmati da archi a tutto sesto con al centro una fontana rivestita di mattonelle tipo \u201ctalavera pueblana\u201d di discreta fattura. Intorno al patio si aprono gli ambienti pi\u00f9 interessanti, oggi adibiti a spazi culturali, ancora connotati da elementi di pregio, come ampi camini, travature lignee e pregevole boiserie: un auditorium, una biblioteca con oltre 30.000 volumi, due sale espositive e un\u2019antica cucina di stile poblano.<\/p>\n<p>L\u2019 Istituto conserva anche una collezione di tele del sec. XVIII, di soggetto religioso e di discreta fattura, sia negli ambienti aperti al pubblico che nelle aree riservate ad uffici.<\/p>\n<p>Istituito in applicazione dell\u2019Accordo Culturale stipulato tra Italia e Messico nell\u2019ottobre 1965, l\u2019Istituto opera sotto l\u2019autorit\u00e0 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e gode di autonomia operativa. Il suo obiettivo \u00e8 quello di promuovere, sostenere e sviluppare le relazioni tra Italia e Messico in campo culturale e linguistico. \u00c8 sede di numerosi incontri, dibattiti ed eventi culturali, e ospita anche una biblioteca di ca. 30.000 volumi e offre corsi di lingua e cultura italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Istituto Italiano di Cultura a Citt\u00e0 del Messico venne istituito nel 1953 (tredici anni prima che venisse sottoscritto l\u2019Accordo Culturale Italia-Messico, ratificato con il D.P.R. n. 1364 del 23.08.1966). 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