Capycua
Partecipazione italiana a Eurojazz 2026
Sabato 14 marzo 2026, ore 18:30
Escenario Swing – CENART, Città del Messico
Ingresso libero
In occasione della 29ª edizione di Eurojazz, il festival promosso dal Centro Nacional de las Artes (CENART), l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico presenta Capycua, progetto che rappresenta l’Italia in questa importante rassegna dedicata al jazz europeo contemporaneo.
Il nome Capycua deriva dall’espressione italiana capicua, termine che indica parole o numeri leggibili in entrambi i sensi, dall’inizio alla fine e viceversa. Un’immagine di circolarità e riflesso che diventa metafora musicale: un dialogo continuo tra culture e linguaggi sonori, in cui materiali tematici e ritmici si trasformano attraverso l’improvvisazione e l’interazione collettiva.
Il progetto è guidato dal chitarrista Francesco Diodati e dal contrabbassista Matteo Bortone, già protagonisti di residenze artistiche in Messico nel 2024 e 2025 promosse dall’Istituto Italiano di Cultura. Per questa nuova tappa, il gruppo si arricchisce della presenza di tre musicisti legati alla scena contemporanea messicana: il batterista Gustavo Nandayapa, il percussionista Miguel Cruz e il sassofonista italiano residente in Messico Giovanni Cigui.
La proposta artistica si fonda sull’incontro tra cultura italiana e messicana, esplorando, attraverso il linguaggio dell’improvvisazione jazzistica, elementi della musica tradizionale caraibica e suggestioni della musica contemporanea. Il risultato è una creazione collettiva in cui scrittura e libertà espressiva convivono, generando nuove forme di interazione sonora.
I musicisti
Francesco Diodati – chitarra
Chitarrista, compositore e sound designer, è considerato una delle voci più innovative del jazz italiano contemporaneo. Attivo sulla scena nazionale e internazionale, dal 2006 collabora stabilmente con Enrico Rava (Special Edition, New Quartet, Fearless Five) e, dal 2019, con Paolo Fresu nel progetto dedicato a David Bowie. Ha partecipato a tournée internazionali nell’ambito del progetto Myanmar Meets Europe sostenuto dal Goethe-Institut. Versatile e aperto alla contaminazione, ha lavorato anche in ambito pop e interdisciplinare, sviluppando una ricerca originale sul rapporto tra musica, parola e improvvisazione.
Matteo Bortone – contrabbasso
Tra i contrabbassisti più rappresentativi della nuova generazione del jazz italiano, è stato nominato “Miglior Nuovo Talento Italiano 2015” dalla rivista Musica Jazz. Nato a Otranto e formatosi a Parigi, unisce una solida matrice jazzistica a influenze pop e rock, con un linguaggio personale in cui dimensione acustica ed elettrica convivono in un’estetica dal carattere quasi cinematografico. Leader di diversi progetti, tra cui il trio ClarOscuro e il quintetto franco-italiano No Land’s, collabora con importanti formazioni italiane ed europee.
Giovanni Cigui – sassofono
Sassofonista e direttore d’orchestra, vive tra Italia e Messico. Come leader ha pubblicato tre album di composizioni originali: Loosebites (2014), ROCK (2020, Auand Records) – che gli è valso una menzione tra i migliori nuovi talenti del jazz italiano da Musica Jazz – e Cheewi Beats (2020), progetto dedicato alla sperimentazione elettronica con EWI (strumento a fiato elettronico). Ha collaborato con importanti orchestre e big band internazionali, tra cui HRT Jazz Orchestra (Croazia), Luis Bonilla Big Band e la JMI Jazz Orchestra.
Gustavo Nandayapa – batteria
Batterista e percussionista messicano originario del Chiapas, si è formato anche presso il Conservatorio di Amsterdam. Figura di riferimento nella scena della musica contemporanea in Messico, è attento studioso delle tradizioni musicali del proprio Paese e di altre culture. Ha partecipato a numerosi festival internazionali e nel 2021 ha composto la musica per il film Teponaztli (Tierra en Trance), presentato al FICUNAM 2022. Il suo percorso artistico è stato oggetto del documentario Gustavo Nandayapa: devenir de un río.
Miguel Cruz – percussioni
Diplomato con menzione speciale presso la Facultad de Música dell’Universidad Veracruzana, ha studiato con maestri quali José Luis Quintana “Changuito”, Amelia Pedroso e Pancho Quinto. Ha suonato in festival internazionali negli Stati Uniti, Corea del Sud, Cina, Argentina e Sudafrica, oltre che nei principali festival jazz in Messico. Fondatore e coordinatore del Centro de Estudios de Jazz (JazzUV), è stato docente e coordinatore della laurea in Jazz e Musica Popolare presso l’Universidad de Ciencias y Artes de Chiapas, svolgendo un’intensa attività pedagogica anche a livello internazionale.
Il concerto di Capycua rappresenta un momento significativo di scambio culturale tra Italia e Messico, nel segno del jazz come linguaggio aperto, dinamico e profondamente contemporaneo.