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El Jardín de Los Últimos Días – Mostra personale dell’artista Pietro Ruffo

Exposición PIETRO RUFFO FB (1)

sabato 28 ottobre, ore 12.30

Ancora sotto il segno della XXIII Settimana della Lingua italiana del Mondo, che quest’anno ha per tema “L’italiano e la sostenibilità”, siamo lieti di invitarvi alla mostra personale dell’artista italiano Pietro Ruffo El Jardín de Los Últimos Días presso l’Istituto Italiano di Cultura sabato 28 ottobre alle ore 12.30.

La mostra, a cura di Marisa Caichiolo, si presenta come un progetto artistico che cerca di esplorare il rapporto tra l’umanità e la natura, inquadrato nel contesto del cambiamento climatico e del degrado ambientale e nato dalla preoccupazione dell’artista Ruffo per il futuro del pianeta e dalla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di prendersi cura del nostro pianeta e dei suoi abitanti.

El Jardín de Los Últimos Días è un’installazione artistica che ricrea l’ultimo giorno sulla Terra, quando la natura esiste ancora nella sua forma più pura e sublime.

L’installazione comprende due serie e opere particolari.

El Jardín Planetario, realizzato in collaborazione con la società di design Noruwei (produzione video), è composto da elementi tessili e da una proiezione video che si combinano per creare un’esperienza immersiva ed emotiva in cui Ruffo invita i visitatori a intraprendere un viaggio attraverso diversi luoghi e momenti del pianeta in un mondo maestoso e sorprendente.

L’installazione va di pari passo con la serie Migraciones de Oro che comprende opere costituite da disegni a inchiostro su coperte termiche dorate utilizzate per i rifugiati. Viene così rappresentato lo stato di emergenza e le difficoltà affrontate dai migranti che cercano di accedere e integrarsi in territori e comunità con valori diversi dai loro.

Con questo lavoro l’artista Pietro Ruffo ci avverte del fatto che il nostro ruolo nella storia non è insignificante, ma viene posto in prospettiva per farci capire che noi umani siamo solo una minuscola parte con un impatto tuttavia spesso devastante.

Pietro Ruffo, uno dei più noti artisti italiani di oggi, ha studiato architettura all’Università di Roma. Nel lavoro emerge la sua formazione architettonica attraverso l’uso di composizioni figurative con ritagli di carta e puntine, ceramica, piastrelle o pittura, articolate in sovrapposizioni di paesaggi naturali e figure umane, mappe geografiche e costellazioni, geometrie e tracce di scrittura. Il risultato è un’opera stratificata, dalle molteplici interpretazioni visive e semantiche, che esplora i grandi temi della storia mondiale, in particolare le libertà e la dignità individuali, costantemente minacciate dalla cultura contemporanea dell’omologazione.

Negli ultimi anni ha ricevuto importanti commissioni pubbliche. Ha condotto diversi laboratori, tra cui ricordiamo uno con i bambini sopravvissuti alla tragedia del 2004 in una scuola di Beslan e un progetto per i pazienti dell’Ospedale Psichiatrico di Colmar.